Un inizio straordinario

06 October 2009 da: Daniele

di Valentino Parlato

su il manifesto del 04/10/2009

Ieri a Roma, a Piazza del Popolo, la manifestazione per la libertà di stampa è stata enorme. Straordinaria. Straordinaria per la partecipazione di popolo e di giovani, assai più di quanti la piazza ne potesse contenere. Straordinaria per la tensione evidente nei volti delle donne e degli uomini, che avevano deciso di dedicare quel solare pomeriggio romano a una ragione politica, in una stagione di degrado della politica ufficiale.
Due sono le indicazioni che possiamo trarne. La prima è che è assai diffusa la coscienza dei pericoli e delle minacce cui oggi è sottoposta la libertà di stampa. Pericoli che vengono dalla progressiva perdita di peso della stampa scritta di fronte alle nuove tecniche di comunicazione e in Italia dalla straordinaria situazione di un capo di governo che oltre a essere padrone pubblico della tv è anche padrone privato di tv e stampa. Né De Gasperi e neppure lo stracriticato Scelba sono stati mai padroni privati di decisivi mezzi di comunicazione. La stampa e la comunicazione in generale mai sono stati padronali come oggi.
La manifestazione di ieri ha reso pubblico che questa coscienza di una libertà di stampa in grave pericolo è più diffusa di quanto si potesse supporre. Ma ha messo anche in grande evidenza che contro questa minaccia bisogna combattere: la manifestazione di ieri è (deve essere) solo un inizio (una volta cantavamo, traducendo dal maggio francese, «non è che l’inizio»).
Un inizio che pone a tutti noi, cittadini italiani, grandi problemi: come difendere e ricostruire la libertà di stampa nell’attuale situazione politica e sociale. Di fronte a una crisi economica che annuncia crescita della disoccupazione e quindi indebolimento della soggettività dei lavoratori, disoccupati o condannati al precariato. Di fronte a una crisi politica delle forze di sinistra come mai è stato nel passato. Di fronte - vorrei aggiungere - a un decadimento della cultura, di quel che leggiamo e vediamo al cinema e in tv.
La grande manifestazione di ieri è il primo segno forte di opposizione dopo la vittoria elettorale di Berlusconi. Deve essere di stimolo a tutti, e soprattutto a noi operatori dell’informazione, per la ricostruzione, giorno per giorno, di una battaglia vera ed efficace contro il berlusconismo. Dobbiamo tentare di essere più analitici e persuasivi.
Come stiamo vedendo gli scandali, anche gravi e clamorosi, che coinvolgono il presidente del consiglio non bastano a recidere le radici dell’attuale regime. Lo dico, a noi del manifesto e alle persone che lavorano nell’informazione: la manifestazione di ieri chiede a noi tutti un maggiore impegno.
Non basta non essere complici. La libertà di stampa è un fondamento della democrazia, ma anche l’arma più efficace per una vera lotta di liberazione.
Dobbiamo dire e dirci che la grande manifestazione di ieri a Roma è solo un inizio.

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