Risposta a Iannone di Casa Pound.
01 October 2009 da: DanieleCOMUNICATO STAMPA
Leggiamo su Liberonews che il leader di Casapound deve aver scambiato la FGCI di Roma per una struttura di dementi, o sicuramente per dei grandissimi ingenui, se tenta di cambiare le carte in tavola con cotanta sicurezza. Ora i fascisti di Casapound, organizzando un “dibattito” sul Che, sono i buoni che si fanno portatori di idee di tolleranza e rispetto mentre i comunisti della Fgci sono i cattivoni intolleranti che contestano i loro così buoni e puri propositi, addirittura reclamando un copyright sulla figura di Che Guevara! Questi sono casi in cui la realtà supera di gran lunga la fantasia, proprio perché è sotto gli occhi di tutti il reale di disegno di Casapound, così come di tutti i fascisti “ripuliti”: appropriarsi delle idee altrui al fine di sdoganare un apparato di idee che ha alla sua base la violenza e la prevaricazione, il tutto condito da uno straordinario asservimento ai poteri forti. Questa è la realtà, ed i cittadini lo sanno; non sono così ingenui anch’essi.







1 October 2009 alle 13:56
Mi fà incazzare il fatto che la destra ne ha di miti rivoluzionari da poterne parlare e discutere.Primo de Rivera,Codreanu,lo stesso D’Annunzio….
Non li tirano mai fuori perchè dovrebbero ribadire il fatto che sono e rimarranno fascisti(e ancora che si vergognano di esserlo di fronte alla gente come se fossero dei pedofili o degli stupratori seriali….)
Che Guevara lo tirano fin ballo solo per la sua popolarità tra i giovani(anche non proprio politici).Di certo non è mai stato un esempio per gli anticomunisti che lo usano come bersaglio preferito per chi crede ancora negli ideali comunisti.
Inoltre è inutile elogiare il Che e poi non andare a manifestare per la libertà per i 5 patrioti antiterroristi cubani.Ricordandosi che la rivoluzione contro batista è stata apolitica e i cubani si sono sempre mossi da un grande patriotismo che lotta contro le ingiustizie di un colonialismo che per certi versi i fascisti stessi ancora rimpiangono.
4 October 2009 alle 15:29
Io sinceramene lo vedo come un fatto molto positivo che in parte trascende vecchi inutili schemi. La parola fascismo è divenuta ormai un etichetta che non significa nulla.
Il dibattito avvenuto con la deputata Pd Anna Paola Concia per l’omofibia e la conferenza di su Cheguevara eappresentano una palese apertura mentale di Casa Pound rispetto ai numerosissimi movimenti o partiti “di destra” o “fascisti”.
La figura del Che, per come la vedo io, non appartiene proprio a nessuno e chiunque è libero di poterne parlare.
5 October 2009 alle 15:37
La figura del CHE, che tra l’altro non è una figura ma è stato un uomo in carne ed ossa e le sue idee che ti invitiamo a leggere nella sua sterminata bibliografia, non è di tutti. Perchè il CHE ha combattuto contro la dittatura FASCISTA di Batista al fianco dei comunisti, da comunista. Perchè il CHE ha dimostrato con i fatti di essere un grande rivoluzionario che si è schierato da UNA parte e non può essere al fianco di chi spalleggia il padrone, il potente, classe dominante di turno.
Il CHE era comunista, ed è e sarà sempre sulla bandiere e nei cuori di chi ha a cuore la libertà e l’emancipazione dei popoli.
NO ALL’EQUIDISTANZA! NO AL REVISIONISMO STORICO!
6 October 2009 alle 15:59
il problema stà nel fatto che Casapound si stà buttando alla ricerca di consensi multipartisan. Ne ha già fatte di iniziative trasversali e questa non sarà l’ultima(come è stato detto quella con la deputata Concia). Un ambiguità che rischia solo di confondere i ragazzi più che dargli semplici idee in cui credere.
Ora qualcuno crede che tale progetto possa durare decenni o è più cavalcare una moda improvvisa,che può avere alti e bassi?
E poi pensateci bene:Ai fascisti degli anni 70 piace il mito del Che e non ci vedo nulla di male.Stà a vedere se è possibile che chi inneggiava ai colonelli greci e a al golpe cileno,poteva essere degno del rispetto del Rivoluzionario Cubano.
18 October 2009 alle 13:44
I “ragazzi” di casapound si fanno chiamare loro stessi “fascisti del terzo millennio” e palesemente si rifanno al pensiero di Erza Pound che ha elogiato il fascismo e le peggiori destre europe proprio mentre compivano le loro note nefandezze… Possibile che in uno stato democratico sia solo la sinistra cd radicale ad opporsi a casapound?? Le altre forze politiche ed i cittadini come possono non scadalizzarsi e lasciar fare???? Se davvero si dicono democratici…
26 October 2009 alle 15:07
Come ho lasciato già intuire non si tratta di “far proprio” un personaggio che appartiene al comunismo (questo nessuno lo nega) ma si tratta solamente di apprezzare le sue gesta rivoluzionarie.
Cheguevara dovrebbe essere un eroe per tutti e non solamente per una cerchia ristretta di persone.
26 October 2009 alle 15:25
Quello che dici è profondamente contraddittorio, proprio perché Che Guevara non è un eroe di tutti, bensì di chi è dalla parte della libertà e dell’uguaglianza. Un fascista, che invece per definizione, è dalla parte della negazione della libertà e dell’ingiustizia, com’è ovvio che sia, non può vedere in lui un eroe. Piuttosto, tanto per fare concreti esempi di quell’epoca, saranno suoi eroi Pinochet, i colonnelli greci, Licio Gelli ed i vari golpisti che, al soldo dell’imperialismo a stelle e strisce, hanno sempre combattuto ed ostacolato la lotta per l’emancipazione e l’uguaglianza.
4 November 2009 alle 02:42
Su questo devo dire che non sono d’accordo.
La parola “fascista” per me non significa nulla in questo caso, tantomeno può delineare i “caratteri” di un individuo.
Dove c’è rivoluzione c’è sempre tanto malcontento.
4 November 2009 alle 20:52
vai a raccontarlo a chi frequenta casapound che la parola “fascista” non significa nulla…smettiamola di prenderci per i fondelli, smettiamola con questi giri di parole: i fascisti di casapound hanno tentato di appropriarsi della figura di che guevara, perché sono a corto di idee, perché cercano di attaccare la sinistra derubandola di idee e simboli. non possono permettersi, semplicemente perché che guevara ha combattuto per delle idee che nulla hanno a che vedere con le loro, sono diametralmente opposte!se, come dici tu, dove c’è rivoluzione c’è malcontento, ebbene, non sono i fascisti a stare dalla parte di chi lotta per cambiare le cose, anzi, sono sempre pronti a farsi portare al guinzaglio dal padroncino di turno (repubblica sociale docet). il fatto di essere fascista non è un fatto privato che non intacca il giudizio che dai sulle cose, tutt’altro!se sei fascista tieniti i tuoi simboli e le tue “idee”, non venire a rompere i coglioni a casa d’altri.
12 November 2009 alle 21:22
Ho già discusso con loro, e penso che dovresti farlo anche tu data la tua ignoranza su questo movimento causa solamente di un atteggiamento pregiudizievole.
13 November 2009 alle 09:10
pregiudizievole? forse prima di parlarne sarebbe il caso di sapere, VERAMENTE cos’è il fascismo, nelle forme che ha assunto dalla sua nascita e nelle forme che assume oggi. Per questo ti consiglio “lezioni sul fascismo” di palmiro togliatti: è illuminante. Quando avrai capito cos’è il fascismo, ovvero una delle reazioni più violente che la borghesia possa concepire per dare sbocco in epoche diverse alle sue fasi di crisi, capirai quanto è poco credibile un fascista che parla di dialogo, un fascista che parla di politiche sociali, un fascista che al chiuso delle sue stanze fa saluti romani ed inneggia al duce ma di fuori non lo dà ad intendere per sembrare “aperto” e portato al “superamento di steccati ideologici”. mi spiace darti questa delusione, ma il fascista è uguale in tutte le epoche, può avere come simbolo un fascio od una tartaruga, ma alla sua base c’è sempre la solita storia: il padrone comanda, la camicia nera esegue. Prova a fare un’analisi minimamente economica e sociale e ti renderai conto che è così.
13 November 2009 alle 12:40
Evidentemente la discussione che hai avuto ha avuto come risultato quello che LORO vogliono: una marcata volontà di mascherare con queste finte aperture la possibilità di coinvolgere giovani politicamente impreparati che vivono questa epoca di confusione ideologica.